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<title><![CDATA[Comentarios al libro: LA CASA IN COLLINA]]></title>
<link><![CDATA[https://www.biblioeteca.com/biblioeteca.web/titulo/la-casa-in-collina]]></link>
<description><![CDATA[<em>La casa in collina</em> venne pubblicato assieme a un altro romanzo breve Il carcere nel 1949 e sotto il titolo di Prima che il gallo canti. L’accostamento delle due opere non era casuale: l’intreccio di due solitudini, il bilancio della propria essenza esistenziale, il tradimento e forse l’assoluzione. In entrambi i romanzi è presente una sorta di prigione, i cui confini sono disegnati dal mare ne Il Carcere e dalla collina nel romanzo che stiamo analizzando. Là Stefano, confinato ed esule in un mondo primitivo che si fa mito, qua Corrado, fuggiasco, che cerca nella meditazione e nel rapporto con l’osteria Alle Fontane un senso al suo forse non scelto disimpegno. <br /><br /><br />«Gia in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. [&hellip;] Si prendeva la salita,e ciascuno parlava della città condannata,della notte e dei terrori imminenti. [&hellip;] Devo dire — cominciando questa storia di una lunga illusione — che la colpa di quel che mi accadde non va data alla guerra. Anzi la guerra,ne sono certo,potrebbe ancora salvarmi. [&hellip;] La guerra mi tolse soltanto l’estremo scrupolo di starmene solo, di mangiarmi da solo gli anni e il cuore, e un bel giorno mi accorsi che Belbo, il grosso cane, era l’ultimo confidente sincero che mi restava »... <br /><br />]]></description>
<lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2026 14:10:50 +0000</lastBuildDate>
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